Nel progetto, inizialmente intitolato Erratico, Cavenago si confronta con la tradizione svizzera. Richiama il lancio della pietra di Unspunnen, sport antico che celebra la forza e il legame con la terra, e la battaglia di Giornico, detta «dei sassi grossi», in cui secondo la tradizione le pietre furono usate per difendere il territorio.
I riferimenti sono anche artistici. Il Kubus di Alberto Giacometti, al Kunsthaus di Zurigo, gioca sulla tensione tra geometria e ritratto; il poliedro irregolare della Melencolia I di Albrecht Dürer è da secoli simbolo dell’enigma della condizione umana.
Come loro, Cavenago parte da un solido regolare, il cubo, e lo rende irregolare. Ne nasce un tetracaidecaedro: un solido a quattordici facce in cui la geometria si apre all’imperfezione della natura.