Umberto Cavenago

Arte, lavoro e impresa


Arte, lavoro e impresa

Nel 2018, a settant'anni dalla nascita, il Premio Suzzara cambia formula. Il Museo Galleria del Premio Suzzara esce dalle sue sale ed entra nelle aziende del territorio: artisti e imprese lavorano insieme a opere che restano alla comunità. La formula prende il nome di «Arte - Lavoro - Impresa», che il Comune descrive come «non solo un segno del passato ma una promessa per il futuro», e riprende, in termini contemporanei, l'idea da cui il Premio era nato nel 1948: avvicinare l'arte al lavoro.
Dietro il nuovo corso ci sono Marco Panizza, conservatore del Museo e suo motore istituzionale e organizzativo, e Umberto Cavenago, artista e consulente del Premio. Il dialogo tra i due era cominciato anni prima, con Ufficio di revisione antropica (2011).

Come funziona

Il percorso è avviato dalla Giunta comunale con l'atto di indirizzo per lo svolgimento del 50º Premio Suzzara (delibera n. 115 del 12 giugno 2018). Il regolamento toglie dal Premio due cose: il denaro come premio e la giuria di esperti. Al loro posto mette il dialogo.
Gli artisti lavorano su parole chiave proposte dalle aziende e presentano progetti in corso d'opera. Le aziende scelgono liberamente quelli più vicini alla propria vocazione e ne sostengono per intero le spese di realizzazione, compresi vitto e alloggio degli artisti. Il Museo fa da mediatore, perché il rapporto resti alla pari: le aziende non sono sponsor, ma protagoniste insieme agli artisti e al Museo.
Le opere diventano proprietà del Comune di Suzzara, cioè della comunità, ma restano a disposizione dell'azienda, che può usarle anche a fini commerciali secondo accordi con il Comune; l'azienda può collocarle nello spazio urbano o nella propria sede, garantendo in questo caso un numero minimo di aperture al pubblico. All'artista il Museo riconosce un premio fisso di 2.000 euro.

La 50ª edizione

La nuova formula viene presentata il 7 ottobre 2018, con un percorso da piazza Garibaldi al Museo Galleria del Premio Suzzara. Partecipano circa venticinque artisti, tra cui Umberto Cavenago e Giancarlo Norese, e quindici realtà del territorio: Attrezzeria Universal, Brar Elettromeccanica, Cablofil, Cisaplast, Fondazione Scuola di Arti e Mestieri «F. Bertazzoni», Giuliani, Gruppo Tea, Intertraco (Italia), IVECO Stabilimento di Suzzara, Jass PuntoGhiaccio, Luistor, Noyfar, Paxxion, Realtrailer e Sole Suzzara.
Le opere nate dal primo ciclo sono esposte al Museo fino al 29 settembre 2019:
– Sabrina D'Alessandro, Fannonnola, panchina davanti al Monumento ai Caduti, con Gruppo Tea, e Parole suzzaresi, performance-parata con Paxxion;
– Carla Della Beffa, Mondi nascosti, serie fotografica con Sole Suzzara, i cui soggetti sono stati scelti da 180 dipendenti;
– Nataly Maier, Hand Maps, con Intertraco;
– Chiara Pergola, Scripta volant, con Jass PuntoGhiaccio e Brar Elettromeccanica, e De humani corporis fabrica, con Cablofil;
– Hannes Egger, Salon populiste, con Realtrailer.
Con la delibera n. 154 del 26 ottobre 2020 la Giunta comunale accetta in donazione le sette opere nate dal primo ciclo, realizzate con le imprese che le hanno sostenute: entrano nella raccolta del Museo e nel patrimonio del Comune, restando a disposizione delle aziende. Il loro valore complessivo, ai soli fini dell'inventario, è stimato in 69.000 euro.

Il museo distribuito

Le opere nate da questo dialogo non stanno tutte nelle sale del Museo. Alcune restano in città, altre nelle sedi delle aziende che le hanno prodotte, aperte al pubblico: insieme formano un museo distribuito sul territorio, che porta l'arte dove si lavora.
Per il Premio Suzzara o per il museo distribuito hanno realizzato opere, tra gli altri, Carla Della Beffa, Sabrina D'Alessandro, Hannes Egger, Silvia Hell, Nataly Maier e Chiara Pergola. Il percorso continua anche dopo il 2018: nel settembre 2021 Francesco Candeloro realizza con DEVINCENZI 1983, azienda di serramenti in legno, due pannelli incisi al laser per le vetrate dello showroom. Le opere realizzate dopo la delibera del 2020, come quelle di Francesco Candeloro e di Silvia Hell, non sono state inventariate: esistono, ma non risultano nella raccolta del Museo.

Da qui nasce Sweet Home

È in questo percorso, fatto di dialogo tra Museo, artisti e imprese, che matura l'idea di Sweet Home: quando nel 2020 il Ministero della Cultura italiano pubblica il PAC, Panizza propone a Cavenago di partecipare.

Fonti

Comune di Suzzara, delibera di Giunta n. 115 del 12 giugno 2018, «Atto di indirizzo per lo svolgimento del 50° Premio Suzzara».
Comune di Suzzara, delibera di Giunta n. 154 del 26 ottobre 2020, «Donazione delle opere realizzate per il progetto 50° Premio Suzzara», Amministrazione trasparente (Provvedimenti organi indirizzo politico, Delibere, anno 2020).
Comune di Suzzara, comunicato del 30 novembre 2020, ripreso da Suzzara Week, 1º dicembre 2020.
Museo Galleria del Premio Suzzara, comunicato del 25 settembre 2018, udite-udite.it.
«Una storia neorealista. Marco Panizza ci parla del passato e del futuro del Premio Suzzara», exibart, 8 ottobre 2018.
G. Hardouin, «Il Premio Suzzara compie 50 anni: le impressioni degli artisti», exibart, 26 settembre 2019.
C. Tinonin, «Premio Suzzara. Quando a vincere è la comunità», Il Giornale dell'Arte, 19 aprile 2021.
Museo Galleria del Premio Suzzara, comunicato del settembre 2021 sul progetto con DEVINCENZI 1983, oltrepomantovano.eu.